Economia circolare. Stato dell’arte, principi e prospettive

Apr 14, 2026

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L’economia circolare è un concetto che si propone come alternativa ai modelli economici tradizionali, nei quali le risorse vengono estratte, trasformate, consumate e infine gettate. Questo modello lineare, basato sul trittico “produrre, consumare, gettare”, ha dominato l’economia mondiale a partire dalla rivoluzione industriale. Esso si fonda su un consumo crescente di risorse naturali, che comporta un aumento della produzione di rifiuti e significativi impatti ambientali. Al contrario, l’economia circolare mira a ridurre al minimo il consumo di risorse, a massimizzare l’efficienza dei processi produttivi e a reintegrare i rifiuti nel ciclo economico come materie prime. È spesso riassunta attraverso le “3 R”: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.

L’economia circolare, dunque, è un sistema economico rigenerativo per concezione. Essa cerca di mantenere il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse il più a lungo possibile all’interno dell’economia, minimizzando la produzione di rifiuti. Invece di seguire un ciclo di vita lineare (dall’estrazione allo smaltimento), propone di progettare cicli di vita chiusi, in cui i prodotti sono pensati per essere utilizzati a lungo, riparati, riutilizzati e riciclati al termine della loro vita utile.

Definizione e principi dell’economia circolare

I principi dell’economia circolare sono molteplici. Il primo è la durabilità dei prodotti: essi devono essere progettati per durare nel tempo, utilizzando materiali di alta qualità, riparabili e persino modulari, in modo da facilitarne la manutenzione e l’aggiornamento. Il secondo principio è la preservazione delle risorse, che consiste nel ridurre l’uso di materie prime favorendo l’impiego di materiali riciclati e il recupero delle risorse contenute nei rifiuti. Il terzo principio è l’ottimizzazione dell’uso dei prodotti, che comprende pratiche come il noleggio, la condivisione e i modelli di business basati sulla funzionalità, nonché la diffusione del mercato dell’usato.

Storia dell’economia circolare in Francia

L’interesse per l’economia circolare in Francia ha iniziato a emergere negli anni 2000, sebbene le sue radici possano essere rintracciate più indietro nel tempo, in particolare nei movimenti ecologisti degli anni Settanta e Ottanta, che mettevano in evidenza la necessità di ridurre l’impronta ecologica delle società industrializzate. Tuttavia, è soprattutto a partire dal 2010 che l’economia circolare si afferma progressivamente come una questione centrale nelle politiche pubbliche e nelle strategie aziendali.

Nel 2010 la Francia ha adottato la legge Grenelle II, che ha segnato una prima tappa significativa in materia di sviluppo sostenibile. Questa legge ha introdotto misure volte a incoraggiare la riduzione dei rifiuti e la valorizzazione dei materiali. È anche in questo periodo che il concetto di economia circolare inizia a trovarsi menzionato nei discorsi politici ed economici.

La svolta decisiva avviene nel 2015, con la legge relativa alla transizione energetica per la crescita verde, che fissa obiettivi ambiziosi in termini di riduzione dei rifiuti, riciclaggio e riutilizzo dei materiali. La nuova legge introduce inoltre misure per incentivare l’eco-progettazione, rafforzare la responsabilità estesa del produttore e sviluppare nuove filiere di riciclaggio.

Nel 2020 viene poi adottata la legge contro gli sprechi per un’economia circolare (AGEC). Essa rafforza ulteriormente il quadro legislativo francese in materia di economia circolare e introduce misure emblematiche come il divieto di alcune plastiche monouso, lo sviluppo del riuso e della riparazione e l’obbligo per le imprese di comunicare ai consumatori l’impronta ambientale dei propri prodotti.

Il futuro dell’economia circolare in Francia, sebbene costellato di sfide, appare promettente, alla luce della buona reputazione di cui gode nell’intero spettro politico. Dal punto di vista politico, l’economia circolare è oggi al centro delle strategie di sviluppo sostenibile del governo. Il piano France Relance, lanciato nel 2020 per far fronte alle conseguenze economiche della crisi sanitaria, destina una parte dei finanziamenti alla transizione ecologica, includendo misure di sostegno ai progetti di economia circolare.

Anche la Commissione Europea ha adottato un nuovo piano d’azione per l’economia circolare, volto ad accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, sostenibile e circolare. Il piano incoraggia gli Stati membri a sviluppare politiche nazionali ambiziose e a investire nelle infrastrutture necessarie a sostenere l’economia circolare.

Sul piano economico, l’economia circolare offre numerose opportunità alle imprese. Consente di creare nuove filiere industriali, come quelle del riciclaggio di materiali complessi o della riparazione dei prodotti elettronici. Incoraggia inoltre l’innovazione, stimolando lo sviluppo di nuovi materiali sostenibili, di tecnologie avanzate di riciclaggio e di modelli di business basati sull’economia della funzionalità. Nel lungo periodo, l’economia circolare potrebbe diventare un motore di competitività per l’industria francese, permettendole di ridurre i costi di produzione, accedere a nuove fonti di reddito e rispondere alle crescenti aspettative dei consumatori in materia di sostenibilità.

Tuttavia, per realizzare pienamente il potenziale dell’economia circolare, sarà necessario affrontare diverse sfide. La prima è quella dell’innovazione: affinché l’economia circolare si sviluppi su larga scala, sarà indispensabile continuare a investire nella ricerca e nello sviluppo per mettere a punto nuove tecnologie di riciclaggio, nuovi materiali sostenibili e nuovi modelli economici.

La seconda sfida riguarda la sensibilizzazione e la formazione. Perché il principio di economia circolare possa radicarsi e ampliarsi, sarà necessario sensibilizzare tutti gli attori della società, a partire dai consumatori, che possono già orientarsi verso offerte di seconda mano. In un secondo momento, entrano in gioco le procedure logistiche che le imprese devono implementare per sviluppare il mercato dell’usato. Si può citare, ad esempio, il sito Vinted, specializzato in questo settore, ma anche grandi gruppi come Decathlon, che hanno recentemente iniziato ad approntare magazzini appositamente dedicati all’economia circolare, con riparatori al loro interno, al fine di rivendere i prodotti sul proprio sito internet, offrendo così una vera e propria proposta di e-commerce di seconda mano.

In conclusione, l’economia circolare rappresenta un’opportunità per la Francia di reinventare il proprio modello economico, rendendolo al contempo più sostenibile, più resiliente, più efficiente e più ecologico. Sebbene siano già stati compiuti numerosi progressi, in particolare grazie a un quadro legislativo favorevole e a una crescente consapevolezza delle sfide ambientali, resta ancora molto da fare affinché l’economia circolare diventi una pratica diffusa e normalizzata.

Link all’articolo originale: https://institutgeorgesvalois.fr/economie-circulaire-etat-des-lieux-et-perspectives