Remigrazione in edicola Intervista esclusiva a Martin Sellner

Mar 26, 2026

Tempo di lettura: 3 min.

Dal 25 marzo 2026, il libro Remigrazione. Una proposta, edito da Passaggio al Bosco, vive un nuovissimo capitolo della sua cavalcata trionfale: lo sbarco in tutte le edicole italiane in allegato a “La Verità”. Celebriamo insieme al suo autore, Martin Sellner, questa prestigiosa vittoria culturale e metapolitica…

Remigrazione sbarca in tutte le edicole italiane con “La Verità”: sei soddisfatto di un così bel traguardo?

La diffusione di Remigrazione in Italia segna un cambio di passo culturale chiaro e significativo. Un termine così a lungo demonizzato ora in bella vista nelle edicole di tutto il Paese, rappresenta una vera svolta — e non potrei esserne più felice. Che si condivida o meno la tesi, il tema è ormai uscito dalla piccola nicchia in cui era costretto per affermarsi dinanzi all’opinione pubblica. È necessario affrontarlo con un confronto aperto e serio, e con questa scelta coraggiosa l’Italia si pone all’avanguardia.

L’importanza del tuo libro, e dell’attivismo metapolitico che l’ha preceduto e seguito, risiede anche nell’aver sdoganato e imposto il termine “Remigrazione”. Quanto è importante saper utilizzare la parola per influenzare – positivamente in questo caso – la realtà concreta del nostro tempo?

Le parole plasmano l’orizzonte del dibattito pubblico. Il potere politico deriva dalla cultura. Per questo, i partiti patriottici non possono vincere da soli: servono giornalisti, militanti, pensatori. Per decenni, il campo metapolitico è stato dominato dalla sinistra, che ha saputo associare il patriottismo all’“odio”, presentando al contempo l’immigrazione di massa come segno di “progresso” e auspicabile “diversità”. Con il termine “remigrazione”, la destra europea è riuscita finalmente a sviluppare un potente contro-concetto, insieme mito mobilitante e visione politica.

Nell’era della morte delle idee e del grande conformismo, c’è ancora spazio per un dibattito pubblico e politico autenticamente libero? L’indiscutibile successo di Remigrazione non può che far ben sperare…

La sinistra sta perdendo, sia sul piano culturale e su quello politico. Per questo ricorre ancora e ancora alla stigmatizzazione e alla censura. Ritiene che una massa critica continuerà per sempre a seguire il pensiero dominante senza mai metterlo in discussione, ma solo i pesci morti seguono sempre la corrente. Credo invece che esista un forte interesse pubblico per le cosiddette “idee proibite”, e dunque questa mossa coraggiosa giunge proprio al momento giusto.

Cosa vorresti rispondere a chi continua ad accusarti, magari senza aver davvero letto una riga di ciò che hai scritto, alla vigilia di una simile vittoria culturale?

L’anno scorso, durante il Remigration Summit a Milano, sono stato intervistato da Alessandro Sortino. La delusione è stata grande: sempre la stessa sinistra, gli stessi logori argomenti, le stesse accuse infondate che già conosco bene dai giornalisti austriaci e tedeschi. Tuttavia, ho sempre sperato che il pubblico italiano fosse nonostante tutto in grado di andare oltre la propaganda, e che la demonizzazione, in fino, potesse persino tramutarsi in pubblicità. Grazie al coraggio de “La Verità”, il Paese può ora leggere e giudicare autonomamente. La Remigrazione non ha niente di estremistico: al contrario, è l’unico modo per salvare oggi la nostra civiltà.

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