C’è un paradosso che merita di essere messo nero su bianco.
Se Yukio Mishima lo pubblicano Cinabro Edizioni o Idrovolante Edizioni, scandalo.
Se lo celebra con poster Passaggio al Bosco, orrore. Se però lo vende anche sotto forma di gadget o addirittura “coperte del lettore” Feltrinelli, allora tutto va bene, anzi: applausi.
Il messaggio è chiarissimo: con la letteratura non conforme si può fare business, purché lo facciano sempre e solo loro. Peccato che la realtà, come spesso accade, stia andando da tutt’altra parte.
Nel periodo in cui gli attacchi alle case editrici identitarie e non conformi si sono fatti più aggressivi – basti ricordare la querelle di Più Libri Più Liberi, che ha dominato il dibattito pubblico prenatalizio per poi spegnersi immediatamente dopo che gli intellò hanno perso miseramente la partita – noi non ci siamo ritirati. Non abbiamo abbassato la testa né chiesto permessi. Abbiamo fatto l’unica cosa che un editore serio e militante può fare: stampare, ristampare, distribuire.
Il risultato?
“La croce celtica e la mezzaluna” di Andrea Biondo: prima tiratura esaurita in meno di due mesi, seconda ristampa già in distribuzione nazionale, quasi mille copie in circolazione, richieste continue da librerie e store online, soprattutto commerciali. Tutto questo senza padrini, senza protezioni, senza tappeti rossi.
Mentre qualcuno invocava esclusioni, patenti di presentabilità, screening ideologici e nuove liste di proscrizione, noi e i nostri amici di Passaggio al bosco e Idrovolante Edizioni occupavamo spazi che altri hanno invece da tempo abbandonato.
Loro attaccano, noi cresciamo. Loro censurano, noi ristampiamo.
Il caso di Passaggio al Bosco alla Nuvola non è stato un incidente né una distrazione organizzativa: è stato il sintomo evidente di un arretramento culturale profondo dell’editoria militante progressista. Un’editoria incapace di parlare ai lettori e ormai impegnata a produrre libri che, se non ruotano sempre sugli stessi argomenti e sugli stessi autori, si è ridotta a inseguire i nostri temi: perché il pubblico reale – quello che legge – si sta spostando altrove, verso altri orizzonti, altre domande, altre narrazioni. E poiché più che produrre cultura pensano a produrre redditi, ecco che spuntano, oltre ai libri, anche le coperte di Mishima.
La verità, che piaccia o no, è semplice: la letteratura non conforme vende perché viene letta.
E viene letta perché risponde a una fame reale di idee, di temi e di visioni che non siano quelle che le case matte della cultura ci propinano da decenni come opinione dominante, obbligatoria e incontestabile.
Cinabro Edizioni prende atto degli onori, ma soprattutto degli oneri: titoli esauriti, lettori in attesa, una responsabilità crescente. Faremo di più e, soprattutto, faremo meglio.
Avanti tutta.
Link all’articolo originale: https://cinabroedizioni.it/nota-delleditore-gennaio-2026/




