MUSICA, CULTURA E NOTE RIBELLI: INTERVISTA AD ARCHIVIO NON CONFORME

Giu 7, 2024

Tempo di lettura: 4 min.

Archivio Non Conforme, nato in forma di blog il 10 maggio 2008, si è evoluto molto nel corso degli anni, diventando col tempo, sotto l’egida del lucchese Eugenio Nardi, un punto di riferimento imprescindibile per gli amanti della musica identitaria in Italia. Tracciamone un po’ le vicende…

Chi sta dietro Archivio Non Conforme? Un lavoro impegnativo, non c’è che dire…

Beh, a tirare le fila di tutto è – appunto – Eugenio Nardi, unitosi al progetto già la settimana successiva alla messa online, assumendo fin da subito il ruolo di amministratore. Rapidamente, ecco infittirsi uno scambio sempre più dinamico e proficuo di file sharing con artisti, gruppi musicali e musicisti, inaugurando così collaborazioni che ne avrebbero segnato profondamente il percorso. Con il tempo, gli impegni lavorativi hanno portato l’originario fondatore, Bruno Laganà, ad allontanarsi, lasciando il controllo totale del progetto sempre più nelle mani di Eugenio. Ciò ha segnato l’inizio di inediti rapporti con le etichette discografiche di punta della scena non conforme, tra cui la romana Rupe Tarpea Produzioni, la monzese Barracuda Records, la vicentina Tuono Records, la pisana E.D.A. Propaganda, la vicentina Black Shirts Records, la sarda Me Ne Frego Records, e altre minori. Grazie poi alla sinergia con figure di spicco come Flavio Nardi di Rupe Tarpea Produzioni, Claudio Volante dell’archivio storico della musica alternativa Lórien e Alessandro Mignognia di Canti Ribelli, si è consolidato nel tempo un solido e duraturo sodalizio, sodalizio che continua a vivere ancora oggi.

Basi solide e fervide idee: un binomio perfetto. Come si muove e si è mosso Archivio Non Conforme negli ultimi anni?

Attraverso i social network, Archivio Non Conforme si è affermato come la principale webzine musicale del settore, offrendo informazioni aggiornate su concerti, nuove uscite discografiche, interviste e recensioni (pubblicate su fanzine cartacee o cedute ad altri blog). Negli anni, non è potuto mancare il riconoscimento della critica, giunto grazie a importanti citazioni in pubblicazioni come “Note alternative. La musica emergente dei giovani di destra” (Edizioni Trecento, 2008), della scrittrice romana Cristina Di Giorgi, e “Il nostro canto libero. Il neofascismo e la musica alternativa: lotta politica e conflitto generazionale negli anni di piombo” (Castelvecchi, 2010), scritto sempre da Cristina Di Giorgi insieme a Ippolito Edmondo Ferrario. Il 21 dicembre 2023, è stata poi la volta della tanto attesa biografia dei perugini Hobbit, “In viaggio senza Gandalf. I nostri anni ’90, tra sogni, palchi e barricate”, del frontman Emanuele Tesauro per i tipi di Passaggio Al Bosco, alla cui redazione Archivio Non Conforme ha preso parte correggendo informazioni e scrivendo di sana pianta le minibiografie di alcuni gruppi rock identitari che corredano il testo.

Vorreste raccontarci un episodio in particolare della vostra storia? 

Tra le nostre memorie salienti, spicca senz’altro la collaborazione con la produzione di “A.C.A.B – All cops are bastards”, di Stefano Sollima. Nel 2012, infatti, Archivio Non Conforme fu contattato dall’assistente alla regia Jacopo Giovannini, impegnato nelle riprese del film, tratto dall’omonimo libro del giornalista Carlo Bonini (Giulio Einaudi Editori, 2009). La produzione era interessata al brano Non vedo, non sento, non parlo dei milanesi Bullets (tratto dal primo omonimo album del 2005, prodotto da Skinhouse Produzioni), i quali, in quel periodo, non erano però più attivi. Poiché il chitarrista Brianzio dei Bullets suonava coi concittadini Malnatt, decidemmo di metterli in contatto con Giovannini. L’episodio si conclude con la partecipazione dei Malnatt a una scena, intenti a eseguire il brano inglese A.C.A.B., dei The 4-Skins. Tutto ciò mostra con chiarezza come, per quanto “archivio” suggerisca una mera attività di ricerca, Archivio Non Conforme abbia sempre promosso talenti emergenti e nuove produzioni discografiche, operando in diversi contesti e abbracciando una varietà di sottogeneri musicali, come il cantautorato di protesta e il rock identitario, la scena R.A.C., il sottobosco N.S.B.M, coi filoni martial industrial e neofolk, l’hatecore o N.S.H.C., il mondo punk’s not red sino all’opera di altri artisti non propriamente “di sinistra”. Un impegno poliedrico e a tutto tondo, il nostro.

Il COVID-19, la stasi della quarantena, gli anni problematici: come ha saputo Archivio Non Conforme mantenere il vento in poppa, fronte a sfide sempre nuove? 

Nel 2020, proprio durante i mesi del lockdown, abbiamo preso parte al programma televisivo Spaghetti sonora, consistente in una rotazione musicale di videoclip di artisti punk-rock indipendenti, tra cui i nostri identitari. Tuttavia, l’esperienza non ha avuto un lieto fine, soffocata dalla pesante pressione “mafiosa” dei collettivi di sinistra. Nell’ottobre 2022, abbiamo compiuto invece un ulteriore importantissimo passo verso la professionalizzazione, acquisendo il dominio archiviononconforme.it, e consolidando, attraverso di esso, la nostra opera di divulgazione e promozione musicale. Dall’8 dicembre 2023, poi, Archivio Non Conforme è presente anche su Telegram come canale di controinformazione musicale, affidando al contempo la gestione dell’account Twitter all’esperto supporto di Rupe Tarpea Produzioni. Molto bolle in pentola, insomma. E noi, certamente, non ci stanchiamo.