Dalla regione finlandese di Uusimaa, ancora e ancora avanti: Cos’hanno in serbo presente e futuro per Kansallinen Akseli? Diteci un po’ di voi…
Le prime basi del nostro percorso sono state gettate nel 2019. Allora, eravamo semplicemente un gruppo di amici che ha iniziato a partecipare alle iniziative formative organizzate settimanalmente davanti a una birra dalla sezione di Uusimaa del ramo giovanile dei Veri Finlandesi. Nel corso di quegli incontri, abbiamo potuto purtroppo constatare l’estrema frammentazione del mondo nazionalista finlandese, a Uusimaa in particolar modo, frammentazione destinata ad aggravarsi ulteriormente con lo scioglimento, nel 2020, proprio dell’ala giovanile dei Veri Finlandesi che ci aveva visti riunirci. La conclusione a cui giungemmo fu unanime: ciò di cui i nazionalisti finlandesi avevano un drammatico bisogno era un’organizzazione capace di riunirli tutti, di far rete dentro e fuori la Finlandia, e di mettere a punto una militanza attiva, coordinata e multidisciplinare. Entrammo così in contatto con Suomen Sisu, un’organizzazione preesistente con strategie e obbiettivi metapolitici simili ai nostri, e nell’estate del 2020 insieme costituimmo Uudenmaan Akseli, o “Asse di Uusimaa”, prendendo la forma ufficiale di ramo giovanile proprio di Suomen Sisu. Nel 2022, eravamo già cresciuti abbastanza da poterci espandere in varie altre regioni, cosa che ci portò a cambiare il nostro nome nell’attuale Kansallinen Akseli, ovvero “Asse Nazionale”. Sebbene l’epicentro delle nostre attività sia ancora Uusimaa, abbiamo visto i nostri obbiettvi originari realizzarsi ovunque siamo giunti. Come già accennato, Akseli mantiene un range di attività molto ampio. Organizziamo escursioni e allenamenti, produciamo contenuti e diffondiamo informazioni, visitiamo siti storici, partecipiamo a manifestazioni e parate, mettiamo su conferenze, attacchiniamo e volantiniamo. Scopo di tutto ciò, dar forma a un canale che sia il più forte possibile per risvegliare la sin troppo quieta gioventù finlandese, rinsaldare i nostri network e promuovere l’idea panfinnica con altri amici e camerati di etnia ugro-finnica.

Finlandia: l’eterna, magica bellezza del Grande Nord colpita dalle maree montanti dei flussi migratori. Come nazionalisti, cosa pensate di fare per preservare l’integrità di un angolo di Europa tanto affascinante?
Per quanto riguarda l’immigrazione, la Finlandia versa in condizioni leggermente migliori rispetto al resto d’Europa, poiché i mutamenti demografici e i loro effetti nefasti non ci hanno ancora feriti con tutta la loro dirompenza. Coi nostri occhi, però, ci troviamo a constatare i disastri che avvengono entro i confini del nostro immediato vicino, la Svezia, e in ogni caso, neanche noi siamo da tutto ciò davvero esenti, con un forte, innegabile incremento degli stupri, dei crimini violenti e delle mille problematiche legate alle gang di stranieri, soprattutto nell’area metropolitana di Helsinki e Vantaa. Fortunatamente, il finlandese medio sembra aver ben compreso che l’immigrazione non è affatto una fortuna, anche se la pressione sociale in atto rende assai difficile mostrarne pubblica contezza. Perché questo malcontento sfoci in qualcosa di concreto, però, è ovvio che nessuno spazio può rimanere immune dal vento del cambiamento, che si tratti delle strade, dei posti di potere, della mente del cittadino qualunque. Qui, quindi, entriamo in scena noi, come militanti nazionalisti metapolitici. Nonostante i buoni risultati ottenuti in materia dai Veri Finlandesi all’interno della compagine governativa, infatti, il sistema politico ne limita gravemente gli effetti pratici. Noi, dunque, facciamo pressione, stabiliamo contatti, informiamo la gente e collaboriamo con qualunque figura politica si opponga all’immigrazione di massa, indipendentemente dalla sua sigla partitica. La situazione non migliorerà certo dall’oggi al domani, ma la nostra presenza in ogni agone ci consente di intervenire in maniera ottimale, nella speranza, davvero, di riuscire a salvare la nostra nazione.

Da Suomen Sisu al progetto editoriale Kiuas Kustannus: proprio come noi, anche la vostra militanza è davvero caratterizzata da uno spiccato afflato metapolitico. Volete darci qualche altro dettaglio?
L’aspetto metapolitico è importantissimo – se non il più importante – nel raggio della nostra azione. Il mondo in cui viviamo non è così per caso, ma è il prodotto di un lungo e concertato sforzo dei nostri avversari, a testimonianza del ruolo fondamentale della metapolitica. Se fra noi c’è chi decide di scendere nell’agone politico, è imprescindibile aver chiaro che si tratta di un campo di gioco altamente ritualizzato e formale, la cui vita è scandita da una serie di convenzioni e dai ritmi della burocrazia. Per vincervi, non serve solo superare tali ingombri, ma anche fondarsi una base solida oltre i suoi limiti. Tale base può radicarsi soltanto grazie a una meticolosa azione metapolitica, su cui convergano gruppi di interesse, giornalisti, accademici e artisti. Per capirsi: se non si parla mai di alcune questioni, come l’immigrazione sino a un decennio fa, perché un politico eletto dovrebbe interessarsene? La nostra presenza è una necessaria fucina di nuove idee in ogni comparto sociale, e ovunque la politica prenda corpo – dalle università, al mondo della cultura, e, sì, a quello dell’arte. L’editoria, per tali scop, è forse la via più breve. La stampa tradizionale è più difficile da censurare, ed è più facile far sparire un articolo su Internet che un libro: la diffusione massiva e prospera della samizdat, la stampa proibita dalle autorità sovietiche, lo dimostra in pieno. Per cambiare davvero le cose, bisogna abituarsi a pensare a lungo termine. Come disse Kusti Paaskivi, ex presidente finlandese, la saggezza si basa sulla capacità di accettare i fatti, che non sempre corrispondono a ciò che vorremmo. Rimuginare sul passato è inutile, se non lo si usa per imparare, e un movimento di successo non può fondarsi sulla nostalgia e sull’anacronismo, sulle smanie di protagonismo o sulla grandeur. Nel mondo in cui operiamo, non esistono virtù più eccelse di pazienza e disciplina.

La migliore gioventù di Finlandia vorrebbe rivolgere ai suoi fratelli mediterranei un ultimo messaggio?
La lunga storia millenaria della nazione italiana ha senz’altro fornito al vostro popolo una solidissima base per l’idea nazionalista, oltre che un eccellente motivo di orgoglio in sé. La portata del risveglio che va interessando i vostri lidi può essere realmente definita “avanguardistica”, e traccia un sicuro esempio per i nazionalisti di tutta Europa. Speriamo che questa intervista rappresenti la prima pietra di un altro dei tanti ponti fra fratelli che tutti noi vogliamo erigere. Ponti, questi, del resto tutt’altro che simbolici. I nostri avversari hanno saputo mantenersi uniti e compatti nel tempo, e ciò ha consentito loro di causare danni incommensurabili. Condividendo le nostre forze, sostenendoci a vicenda, abbattendo gli ostacoli comuni, noi sapremo difendere con successo i nostri popoli, e finalmente la vittoria ci arriderà. Ai nostri camerati italiani, ai nostri fratelli e alle nostre sorelle, auguriamo di cuore tutto il meglio. Che Dio sia con voi, e con l’avvenire della vostra Italia!




