Gli Stati Uniti non riescono più a contenere i loro appetiti imperialistici e predatori. La Casa Bianca, infatti, diffondendo la fake news – la menzogna – secondo cui “la Cina e la Russia vogliono la Groenlandia”, pretende di impossessarsi essa stessa dell’Isola, strategicamente rilevante perché affacciata sul Circolo Polare Artico.
In risposta alle continue prepotenze da parte di Washington, la Danimarca (del cui Regno la Groenlandia fa parte), la Norvegia, la Svezia, la Finlandia, la Francia, la Germania, i Paesi Bassi e il Regno Unito hanno concordato di inviare in loco il proprio personale militare per partecipare congiuntamente all’“Operazione Resistenza Artica”. Trump, per tutta risposta, ha quindi minacciato che “a partire dal 1° Febbraio 2026”, tutti i Paesi sopra menzionati saranno soggetti a una tariffa del 10% su tutte le merci inviate agli Stati Uniti. “Il 1° Giugno 2026, la tariffa sarà aumentata al 25%”, specificando che “tale dazio sarà dovuto e pagabile fino al raggiungimento di un accordo per l’acquisto completo e totale della Groenlandia” da parte americana.

Nel frattempo, migliaia di Groenlandesi hanno marciato per le strade innevate della capitale Nuuk in segno di protesta contro le ambizioni imperialiste yankee. In un sondaggio condotto da Verian, ai locali è stata posta la seguente domanda: “Vuoi che la Groenlandia lasci la Danimarca ed entri a far parte degli Stati Uniti?” Solo il 6% ha risposto “Sì”. La stragrande maggioranza – l’85% – si è rivelata contraria, mentre il 9% si è detta indecisa. Lo stesso sondaggio ha anche rivelato che, in caso di referendum, il 56% dei Groenlandesi voterebbe per l’indipendenza.
La Groenlandia e la piccola Danimarca – da sole – non possono però sperare di resistere alla protervia statunitense, ma è altrettanto chiaro che la NATO, finora a indiscussa guida politica e militare a stelle e strisce, nel caso la situazione si surriscaldasse oltre un punto di non ritorno entrerebbe in una crisi irreversibile. L’Unione Europea potrebbe quindi cogliere l’occasione per istituire – finalmente – una vera Difesa Comune Europea.

Per noi Europei, la Groenlandia costituisce innanzitutto una trincea geografica. È la nostra naturale proiezione verso il Circolo Polare, nell’ottica di un’Europa che voglia essere potenza artica. La Groenlandia, tuttavia, rappresenta anche una trincea politica, perché ci costringe a decidere se piegarci ancora una volta di fronte all’ennesimo sopruso inflittoci da Oltreoceano, con un’America che si conferma avversaria – se non nemica – dei nostri interessi strategici, oppure riaffermare con fierezza la nostra sovranità.
Come abbiamo scritto nel nostro quaderno L’Europa – Nel Nuovo Mondo Multipolare, “l’Europa non può andare a ‘farsi fottere’, come vorrebbero a Washington, non può rimanere la periferia dell’Occidente allargato, ma deve riconquistare la propria indipendenza, diventare Polo e perno del nuovo Mondo multipolare”.
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