Gli universitari d’Europa a Casaggì: il discorso di La Cocarde Étudiante

Gen 6, 2026

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Oltre a presentare il nostro movimento, toccherò una serie di temi che riteniamo essenziali per la nostra lotta politica nelle università. Quindi, inizierò spiegando cos’è La Cocarde Étudiante, poi dirò cosa facciamo e soprattutto perché lo facciamo, e perché ciò è importante per la gioventù francese ed europea.

La Cocarde Étudiante è stata fondata una decina d’anni fa a Parigi. Inizialmente, si trattava solo di un piccolo gruppo di studenti decisi a non conformarsi al pensiero dominante nelle università francesi, e a provare a ripristinare un’autentica libertà di espressione nei campus. All’epoca, la vita studentesca in Francia era – e lo è ancora oggi – fortemente influenzata dalle organizzazioni studentesche di sinistra, e molti studenti che non condividevano le loro idee si sentivano isolati, per non dire intimiditi. È in risposta a questa situazione che abbiamo voluto creare un’alternativa: un movimento in cui gli studenti potessero essere invece orgogliosi del loro Paese, della loro cultura e delle loro convinzioni, senza temere di essere giudicati o esclusi. Da questi modesti inizi, La Cocarde Étudiante ha saputo diventare uno dei movimenti studenteschi più dinamici e visibili di Francia.

Siamo sia un’associazione studentesca che un sindacato, il che significa che combiniamo azione militante, rappresentanza e vita comunitaria. Oggi contiamo circa un migliaio di militanti e decine di migliaia di simpatizzanti in tutto il Paese. La nostra struttura decentrata ci permette di essere presenti in decine di università, da Parigi a Lione, passando per Lilla, Strasburgo, Metz e molte altre. Ogni sezione locale agisce in modo autonomo, pur rimanendo legata ai nostri principi comuni e a un efficace coordinamento nazionale. La nostra missione principale è difendere i diritti degli studenti, promuovere la libertà di espressione e proteggere i valori che sono alla base della nostra identità nazionale: merito, responsabilità, cultura e solidarietà. Rappresentiamo la voce degli studenti patriottici che vogliono poter esprimere liberamente le proprie idee in università spesso ostili a tutto ciò che non rientra nel pensiero dominante.

Il nostro movimento è, dunque, patriottico e sociale. Crediamo che l’amore per il proprio Paese vada di pari passo con il desiderio di difendere la sua gioventù e il suo futuro. Per questo, le nostre azioni si basano su tre grandi principi: libertà, merito e giustizia sociale. Difendiamo – come detto – il diritto di tutti gli studenti di esprimere le proprie opinioni. Purtroppo, in molte università francesi, ogni idea ritenuta patriottica o di destra viene automaticamente considerata inaccettabile.

Le conferenze vengono annullate, i manifesti strappati e i dibattiti lasciano troppo spesso il posto a monologhi ideologici. I nostri militanti devono affrontare censure e pressioni, ma rispondono sempre con calma e determinazione. Organizziamo conferenze, tavole rotonde e campagne di informazione per ristabilire un’autentica diversità di opinioni all’interno dell’istruzione superiore. Crediamo che le università debbano tornare a essere luoghi di discussione e di apprendimento, non di indottrinamento. L’assassinio di Charlie Kirk negli Stati Uniti ci ha colpito particolarmente, e ha solo rafforzato la nostra determinazione a lottare su quel terreno tanto difficile che sono le università.

La Cocarde Étudiante difende una visione meritocratica delle università. Crediamo che il successo debba dipendere dal duro lavoro e dall’impegno, non dalla militanza o dall’appartenenza a una rete di favoriti. Per questo, ci battiamo per un accesso equo alle borse di studio, agli alloggi e alle opportunità. Difendiamo anche il principio della priorità nazionale: gli aiuti e gli alloggi pubblici devono andare innanzitutto a beneficio degli studenti francesi, che sono parte integrante della comunità nazionale. Questo principio non è una forma di esclusione, ma una richiesta di giustizia: la solidarietà inizia dalla prossimità. In Francia, alla ripresa di ogni anno accademico, gli studenti dormono nelle loro auto per mancanza di alloggi, mentre una grande quantità di residenze universitarie è riservata ad extraeuropei che vengono in Francia e spesso usano il visto studentesco come porta privilegiata per l’immigrazione illegale. E’ palese: gli studenti stranieri non devono avere la precedenza sui connazionali che partecipano all’economia e alla vita del Paese.

Un altro nostro impegno è la lotta alla precarietà. In Francia, molti giovani faticano a trovare un alloggio o ad alimentarsi in maniera adeguata. Sosteniamo misure come il pasto a 1 euro all’università, un migliore accesso agli alloggi universitari e un rafforzamento degli aiuti di emergenza. Gestiamo anche iniziative locali come raccolte alimentari, programmi di tutoraggio, attività culturali ed eventi sociali. Per noi, patriottismo significa anche solidarietà tra studenti. Il nostro movimento vuole dimostrare che è possibile essere impegnati politicamente, e allo stesso tempo intraprendere azioni concrete per aiutare gli altri. Stabilire una fratellanza è molto importante, e la coesione dei nostri militanti si costruisce attraverso queste azioni conviviali e di mutuo soccorso. Dobbiamo formare una vera comunità, rafforzare i nostri legami per fare fronte insieme alle difficoltà. La solidarietà è un’arma molto potente per sostenere le nostre comunità: non dobbiamo mai abbandonare i nostri, ma restare uniti e inseparabili per poter reagire quando siamo in pericolo o nel bisogno.

In dieci anni, abbiamo vinto diverse battaglie, sia simboliche che concrete. Prima fra queste, il diritto di esistere nei campus nonostante le pressioni. Oggi, guadagniamo terreno nelle elezioni universitarie e nell’agone pubblico ogni giorno di più. I nostri militanti sono giovani e idealisti, ma anche realisti e determinati. Vogliamo dimostrare che si può essere patriottici, sociali e moderni allo tempo stesso. Il nostro obiettivo a lungo termine è influenzare la società a partire dalle università, promuovendo i valori del merito, della responsabilità e dell’amore patrio.

Per raggiungere questo obiettivo, il nostro strumento migliore è – come detto – la coesione: le amicizie che si creano durante l’azione, quando si affiggono i manifesti di notte, quando bisogna andare insieme a volantinare la mattina presto al freddo, o quando si beve insieme un bicchiere, o più di uno, dopo una giornata di militanza. Questo cameratismo è la nostra più grande forza. È così che possiamo cambiare il sistema: infiltrandoci, e sostenendoci a vicenda. Quando, tra dieci anni, potrete ancora contare sui vostri vecchi compagni di militanza, saprete di aver fatto la scelta giusta impegnandovi.

In Francia, i sindacati studenteschi svolgono un importante ruolo istituzionale. Ogni università, infatti, organizza elezioni regolari per eleggere i rappresentanti degli studenti nei vari consigli d’ateneo. Questi rappresentanti sono direttamente coinvolti nella gestione della vita universitaria: bilanci, condizioni di studio, aiuti sociali, politiche di integrazione e programmi dei corsi. Ogni sindacato presenta le proprie liste, e difende una diversa visione dell’università.

Questo sistema è stato ereditato dal Maggio ’68, e da allora ha permesso agli studenti di sinistra di tenere in ostaggio l’intero sistema. La Cocarde Étudiante partecipa a queste elezioni con l’obiettivo di mettere tale sistema in cortocircuito, di servirsene a proprio vantaggio e anche di utilizzare questi consigli per portare avanti le nostre idee con il crescente sostegno dei tanti studenti che si fidano di noi, sia per sincera adesione alle nostre idee, sia per liberarsi degli innegabili fastidi causati dalle organizzazioni di sinistra. Non dobbiamo mai abbandonare il sistema, per quanto marcio possa essere, perché se ci rifiutiamo di giocare secondo le regole, ci troviamo isolati dal gioco e la nostra voce non la si può più ascoltare. I nostri risultati, infatti, dimostrano che una percentuale crescente di giovani studenti vuole un’alternativa ai sindacati tradizionali della sinistra, che stanno perdendo il contatto con la realtà. Noi siamo quest’alternativa.

Sapete tutti quanto me che la violenza politica è una realtà militante. La famosa citazione di Von Clausewitz: “La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi” riguarda tutti noi, come militanti sul campo. Le università francesi sono famose per essere teatro di scontri politici, e una particolarità della Cocarde è la sua dimensione fisica: molto spesso ci troviamo soli, sul marciapiede, a fronteggiare la violenza dei collettivi antifa. I nostri volantinaggi si trasformano spesso in scontri, e non perché siamo noi a volerlo. Avrei parecchia aneddotica in merito, e credo che potremo parlarne più tardi, ma ritengo comunque importante ricordare che la nostra lotta non è solo intellettuale.

Fare fronte, non indietreggiare davanti all’avversario, incassare i colpi ma soprattutto restituirli fa parte della nostra identità, di francesi senza dubbio, ma anche di europei. La nostra lotta non è solo intellettuale: dobbiamo mantenere le posizioni, accettare il confronto e lottare per coloro che amiamo, la nostra famiglia, la nostra ragazza, i nostri amici, i nostri camerati, e con loro, per l’intero nostro Paese e per tutta l’Europa. Dobbiamo essere tutti in grado di difenderci quando i barbari, incapaci di combatterci con le parole, verranno a menare le mani.

Infine, aggiungo che la nostra ambizione va oltre la Francia. Sappiamo che molti giovani europei condividono le nostre preoccupazioni: la censura dei valori tradizionali, la perdita di saldi riferimenti culturali, l’insicurezza economica e il crescente scollamento tra le università e le nazioni in cui sorgono. Per questo, vogliamo costruire legami forti con altre organizzazioni studentesche europee che difendono – come noi – la libertà, l’identità e la sovranità. Crediamo in un’Europa delle nazioni, un’Europa dei popoli liberi e fieri delle proprie radici, e non nell’omologazione tecnocratica e ideologica. Ogni Paese europeo ha la sua storia, la sua cultura e le sue tradizioni. È questa diversità che deve essere preservata e fatta vivere attraverso i giovani e le università che essi popolano. Incontrando oggi, qui, altri camerati europei, contiamo di partecipare davvero – e questa serata ne sia solo l’inizio – alla costruzione di una rete europea di movimenti giovanili, capaci di aiutarsi a vicenda, di scambiarsi esperienze e di difendere insieme la libertà di pensiero.

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