CHI SIAMO? Un manifesto di appartenenza europea, firmato Institute Iliade

Feb 2, 2026

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Chi siamo? Alle origini dell’Identità Europea non è un semplice libro: è un atto di posizionamento culturale, una dichiarazione di appartenenza e, soprattutto, una presa di coscienza. In un’epoca segnata dalla dissoluzione dei riferimenti, dalla decostruzione sistematica delle identità e dalla sostituzione dell’uomo radicato con l’individuo astratto, questo volume si colloca come strumento di resistenza metapolitica e come tentativo rigoroso di ricostruzione della memoria europea.

Curato da Philippe Conrad e nato in seno all’Institut Iliade, il libro si inserisce coerentemente nel progetto editoriale di Passaggio al Bosco. L’opera si articola come una vera archeologia dell’identità europea, muovendosi lungo un asse di lunga durata che parte dalle radici indoeuropee, attraversa la grecità, Roma, il Medioevo, fino a giungere alla crisi del mondo moderno. Il filo conduttore non è la nostalgia sterile, ma la consapevolezza storica: l’Europa non è una costruzione amministrativa, non è un mercato, non è una somma di diritti astratti, ma una civiltà organica, fondata su un patrimonio simbolico, spirituale, culturale e antropologico comune.

La forza del libro sta nella sua impostazione anti-mondialista, anti-universalista e anti-liberale in senso profondo. La critica alla globalizzazione non è meramente economica, ma anzitutto ontologica: il mondialismo viene letto come progetto di omologazione dell’umano, come distruzione delle differenze, come negazione delle identità storiche, come trasformazione dei popoli in masse intercambiabili. In questa prospettiva, il multiculturalismo non appare come arricchimento, ma come dissoluzione, come disintegrazione dei legami, come ingegneria sociale.

Il concetto di “Grande Sostituzione”, richiamato senza ambiguità, viene inserito in una cornice metapolitica più ampia: non è solo un fenomeno demografico, ma un progetto di decostruzione dei popoli europei come soggetti storici. La sostituzione non è soltanto etnica, ma culturale, simbolica, antropologica: è la trasformazione dell’europeo in consumatore, del cittadino in individuo atomizzato, del popolo in popolazione amministrata.

Particolarmente potente è il recupero della memoria indoeuropea, come struttura profonda della visione del mondo da riaffermare: gerarchia, ordine, sacralità, senso del limite, centralità dell’onore, della comunità, del destino. L’Europa viene presentata come civiltà della forma, della verticalità, della tensione verso l’alto, contro l’orizzontalità livellante del mondo moderno.

Il libro si oppone radicalmente al paradigma progressista: non c’è fede nel “progresso”, non c’è culto del nuovo, non c’è ideologia del futuro automatico. Al contrario, emerge una visione ciclica, tragica, eroica della storia, dove la decadenza non è inevitabile ma dipende dalla perdita di identità, di forma, di volontà.

“Chi siamo?” è dunque una domanda radicale, non retorica. È una domanda che implica responsabilità, scelta, appartenenza. Non chiede cosa vogliamo diventare, ma cosa siamo stati, cosa siamo, cosa vogliamo difendere. È un testo necessario: non perché offra risposte facili, ma perché ricostruisce le domande giuste; non perché prometta soluzioni politiche, ma perché ricostruisce le fondamenta spirituali senza le quali nessuna rinascita è possibile.

È un libro di riconquista della memoria, di ricostruzione identitaria, di resistenza culturale. Un libro che non parla al presente, ma al futuro dell’Europa…

PER INFO E ORDINI: https://www.passaggioalbosco.it/libro-chi-siamo/

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