Intervista a Firenze Ai Fiorentini. Cittadini volenterosi e attivi, a difesa di Firenze

Mar 6, 2026

Tempo di lettura: 3 min.

Cos’è Firenze ai Fiorentini?

Firenze ai Fiorentini è un comitato civico formato da cittadini che non accettano di vedere la propria città devastata dal degrado dell’immigrazione incontrollata. I nostri temi principali sono quelli della sicurezza, dell’identità e della remigrazione, che portiamo avanti attraverso iniziative sul territorio, dando voce a chi chiede quartieri più sicuri, e un cambiamento concreto delle politiche migratorie.

Dite spesso che la sicurezza non si costruisce con le telecamere. Guardando alla situazione attuale della città, cosa intendete concretamente?

Oggi, nelle nostre città, vediamo quartieri svuotati, piazze abbandonate a loro stesse zone dove le famiglie evitano di passare la sera. La risposta che arriva quasi sempre è la medesima: più telecamere, più pattuglie, più controllo. Ma il problema nasce prima: una strada è insicura quando non è più vissuta, quando chi la abita non la avverte più come propria. La sicurezza si costruisce riportando in alto i valori della comunità, che sempre hanno contraddistinto le nostre città: negozi aperti, famiglie presenti, giovani che vivono gli spazi ormai lasciati alla mercé di bande di immigrati. Le telecamere possono aiutare, ma non sostituiscono la presenza reale di una comunità. I fiorentini, così come tutti gli altri cittadini, devono tornare a sentirsi parte di un qualcosa di più grande, riportando a sé i valori di cui prima.

Molti cittadini parlano di degrado e abbandono. Da dove nasce, secondo voi, questa situazione?

Nasce da una scelta politica ben precisa, la quale, in nome della società multietnica, ha smesso di difendere l’identità delle nostre città, accettando l’idea che tutto sia equivalente e intercambiabile. Ne risulta che molte zone hanno perduto il loro volto, le proprie regole e il loro senso di appartenenza. Dentro a questo vuoto si è inserito il fenomeno dell’immigrazione incontrollata, che oltre alla perdita di identità da parte della nostra Nazione, ha portato all’insicurezza che vediamo e viviamo, sempre di più, in tutte le città d’Italia. A differenza di quello che dicono molti politicanti dell’area fiorentina e non solo, la mancanza di sicurezza non è una percezione. I dati dell’ultimo anno parlano chiaro: Firenze. Oggi. è la seconda città con il più alto numero di reati in Italia, e oltre la metà di questi è commessa da stranieri, molti dei quali risiedono qui irregolarmente. C’è ancora chi nega e nasconde la realtà in modo imbarazzante. Senza identità, senza limiti e senza una seria governance dei fenomeni migratori, il degrado si fa inevitabile, e a pagarne il prezzo saranno i cittadini, italiani ed europei.

Avete aderito al comitato Remigrazione e Riconquista: perchè questa scelta?

Abbiamo scelto di aderire al Comitato nazionale Remigrazione e Riconquista perché crediamo sia arrivato il momento di trasformare una battaglia culturale in una proposta politica concreta.

Dopo anni di immigrazione incontrollata e di integrazione fallita, è evidente che il modello seguito finora non abbia fatto altro che produrre innumerevoli problemi sociali, economici e di sicurezza nelle nostre città. La remigrazione, per noi, significa controllare il fenomeno migratorio in modo serio e responsabile prima che sia troppo tardi: riportare legalità, equilibrio e sostenibilità sociale, partendo da chi non ha titolo per restare e da chi non rispetta la nazione che lo ospita. A differenza di chi vorrebbe farla passare come uno slogan, in realtà si tratta di una proposta reale, concreta, ma soprattutto attuabile che va emergendo con forza anche a livello europeo, sostenuta da una crescente mobilitazione popolare. Abbiamo scelto di fare quadrato con altre realtà italiane ed europee perché solo attraverso un lavoro comune si può portare queste istanze nelle sedi istituzionali. Il nostro augurio è che questo percorso contribuisca ad aprire una nuova fase per la nostra nazione e l’Europa intera.

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